Lou Reed
(Transformer, 1972)
UNA GIORNATA PERFETTA
Proprio una giornata perfetta
bere sangria nel parco
e poi, più tardi, quando fa buio
tornare a casa
Proprio una giornata perfetta
dar da mangiare agli animali nello zoo
e poi, più tardi, anche un film
e poi a casa
Oh, è una giornata così perfetta
sono contento di averla trascorsa con te
Oh, una giornata così perfetta
mi fai venir voglia di restare con te
mi fai venir voglia di restare con te
Proprio una giornata perfetta
i problemi messi da parte
turisti solitari
è così divertente
Proprio una giornata perfetta
mi ha fatto dimenticare me stesso
ho pensato di essere un altro
una persona migliore
Oh, è stata una giornata così perfetta
sono contento di averla trascorsa con te
Oh, così perfetta questa giornata
mi fai venir voglia di restare con te
mi fai venir voglia di restare con te
Raccoglierai ciò che hai seminato
Raccoglierai ciò che hai seminato
Raccoglierai ciò che hai seminato
Raccoglierai ciò che hai seminato
PERFECT DAY
Just a perfect day
drink sangria in the park
And then later when it gets dark
we go home
Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later a movie too
and then home
Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
you just keep me hanging on
Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it’s such fun
Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was someone else
someone good
Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
you just keep me hanging on
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
venerdì 8 novembre 2013
martedì 7 settembre 2010
HO PERSO UN MONDO
Ho perso un Mondo - l'altro giorno!
Qualcuno l'ha trovato?
Si riconosce dal Filo di Stelle
Legato intorno alla fronte.
Un Ricco - potrebbe non notarlo -
Eppure - al mio Occhio frugale,
Ha più Valore di Ducati -
Oh trovatelo - Signore - per me!
-----
POETRY
(J181-F209, 1860)
I lost a World--the other day!
Has Anybody found?
You'll know it by the Row of Stars
Around it's forehead bound.
A Rich man--might not notice it--
Yet--to my frugal Eye,
Of more Esteem than Ducats--
Oh find it--Sir--for me!
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POETRY
(J181-F209, 1860)
I lost a World--the other day!
Has Anybody found?
You'll know it by the Row of Stars
Around it's forehead bound.
A Rich man--might not notice it--
Yet--to my frugal Eye,
Of more Esteem than Ducats--
Oh find it--Sir--for me!
sabato 5 aprile 2008
IL RACCONTO DEL MARE
Marco Mocchi
Molti pescatori sono soliti dire che i gabbiani conoscono dei racconti bellissimi. Uno di questi è il racconto del mare.
Quando il mare era piccolo, Dio gli parlava molto spesso. Lo teneva nella Sua mano e gli raccontava delle storie, parlando lentamente, in modo che il mare potesse ascoltare con attenzione.
Il mare, da parte sua, rimaneva incantato nel sentire i racconti di Dio, ed era sempre così attento, che respingeva senza fatica la tentazione di passeggiare per la Sua mano, così grande che, pur avendola visitata più volte, doveva scoprirne ancora moltissimi segreti.
Il mare pensava che alcune storie fossero davvero belle, e che le più belle di tutte fossero quelle che parlavano del cielo e delle stelle.
Quando Dio gli raccontava di loro, il mare rimaneva completamente immobile, non muoveva nemmeno un'onda, e ascoltava attento, aspettava la voce di Dio, da essa si faceva avvolgere e di lei vibrava, perché voleva sentire il cielo e le stelle dentro di sé.
Quando il mare fu abbastanza grande, Dio lo mise sulla Terra.
Il mare si trovò subito a suo agio, ma quando Dio gli chiese se andava tutto bene o se gli mancava qualcosa, il mare ebbe un tremito improvviso. Chiese a Dio se non era possibile avere il cielo e le stelle: si trovava molto bene con la Terra, certo, ma avrebbe preferito così.
Fu accontentato e la sua superficie poté subito riflettere, a migliaia, le piccole luci.
Il mare, da quel giorno, tutte le sere, sceglie una stella, sempre diversa, e le racconta una storia, una delle storie che aveva ascoltato quando era piccolo, con la stessa attenzione che Dio aveva avuto nel raccontarla a lui.
La sera, dicono i gabbiani, sulla spiaggia, se stai in silenzio e porgi l'orecchio con attenzione, puoi sentire il mare che parla alla stella e, nel risuonare delle onde, puoi distinguere la sua voce.
Molti pescatori sono soliti dire che i gabbiani conoscono dei racconti bellissimi. Uno di questi è il racconto del mare.
Quando il mare era piccolo, Dio gli parlava molto spesso. Lo teneva nella Sua mano e gli raccontava delle storie, parlando lentamente, in modo che il mare potesse ascoltare con attenzione.
Il mare, da parte sua, rimaneva incantato nel sentire i racconti di Dio, ed era sempre così attento, che respingeva senza fatica la tentazione di passeggiare per la Sua mano, così grande che, pur avendola visitata più volte, doveva scoprirne ancora moltissimi segreti.
Il mare pensava che alcune storie fossero davvero belle, e che le più belle di tutte fossero quelle che parlavano del cielo e delle stelle.
Quando Dio gli raccontava di loro, il mare rimaneva completamente immobile, non muoveva nemmeno un'onda, e ascoltava attento, aspettava la voce di Dio, da essa si faceva avvolgere e di lei vibrava, perché voleva sentire il cielo e le stelle dentro di sé.
Quando il mare fu abbastanza grande, Dio lo mise sulla Terra.
Il mare si trovò subito a suo agio, ma quando Dio gli chiese se andava tutto bene o se gli mancava qualcosa, il mare ebbe un tremito improvviso. Chiese a Dio se non era possibile avere il cielo e le stelle: si trovava molto bene con la Terra, certo, ma avrebbe preferito così.
Fu accontentato e la sua superficie poté subito riflettere, a migliaia, le piccole luci.
Il mare, da quel giorno, tutte le sere, sceglie una stella, sempre diversa, e le racconta una storia, una delle storie che aveva ascoltato quando era piccolo, con la stessa attenzione che Dio aveva avuto nel raccontarla a lui.
La sera, dicono i gabbiani, sulla spiaggia, se stai in silenzio e porgi l'orecchio con attenzione, puoi sentire il mare che parla alla stella e, nel risuonare delle onde, puoi distinguere la sua voce.
sabato 29 marzo 2008
LEARNING TO FLY
Pink Floyd
(A Momentary Lapse of Reason, 1987)
IMPARANDO A VOLARE
In lontananza, un nastro nero
Esteso fino al punto del non ritorno
Un volo di fantasia su di un campo spazzato dal vento
Mentre ero solo i miei sensi hanno vacillato
Un'attrazione fatale mi sta trattenendo con forza
Come posso sfuggire a questa irresistibile stretta?
Non riesco a distogliere i miei occhi
dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.
Senza ascoltare avvertimenti,
ho pensato io… io ho pensato a tutto
Non c'è nessun navigatore ad indicarmi la strada per casa
Alleggerito, vuoto e trasformato in pietra
Un'anima in tensione che sta imparando a volare
Legata alla terra dal proprio stato di natura
ma determinata nel tentare
Non riesco a distogliere lo sguardo dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.
Al di sopra del mondo su un'ala e una preghiera
Il mio sporco alone, scia di vapore nell'aria vuota
Sopra le nuvole vedo la mia ombra volare
Con la coda del mio occhio bagnato di pianto
Un sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potrebbe soffiare quest'anima attraverso il tetto della notte
Non c'è sensazione che si possa confrontare con questa
Animazione sospesa, uno stato d'estasi
Non riesco a distogliere il pensiero dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io
LEARING TO FLY
Into the distance, a ribbon of black
Stretched to the point of no turning back
A flight of fancy on a windswept field
Standing alone my senses reeled
A fatal attraction holding me fast, how
Can I escape this irresistible grasp?
Can't keep my eyes
from the circling sky
Tongue-tied and twisted
Just an earth-bound misfit, I
Ice is forming on the tips of my wings
Unheeded warnings,
I thought I thought of everything
No navigator to guide my way home
Unladened, empty and turned to stone
A soul in tension that's learning to fly
Condition grounded
but determined to try
Can't keep my eyes from the circling skies
Tongue-tied and twisted
just an earth-bound misfit, I
Above the planet on a wing and a prayer,
My grubby halo, a vapour trail in the empty air,
Across the clouds I see my shadow fly
Out of the corner of my watering eye
A dream unthreatened by the morning light
Could blow this soul right through the roof of the night
There's no sensation to compare with this
Suspended animation, A state of bliss
Can't keep my mind from the circling sky
Tongue-tied and twisted just an earth-bound misfit, I
(A Momentary Lapse of Reason, 1987)
IMPARANDO A VOLARE
In lontananza, un nastro nero
Esteso fino al punto del non ritorno
Un volo di fantasia su di un campo spazzato dal vento
Mentre ero solo i miei sensi hanno vacillato
Un'attrazione fatale mi sta trattenendo con forza
Come posso sfuggire a questa irresistibile stretta?
Non riesco a distogliere i miei occhi
dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.
Senza ascoltare avvertimenti,
ho pensato io… io ho pensato a tutto
Non c'è nessun navigatore ad indicarmi la strada per casa
Alleggerito, vuoto e trasformato in pietra
Un'anima in tensione che sta imparando a volare
Legata alla terra dal proprio stato di natura
ma determinata nel tentare
Non riesco a distogliere lo sguardo dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.
Al di sopra del mondo su un'ala e una preghiera
Il mio sporco alone, scia di vapore nell'aria vuota
Sopra le nuvole vedo la mia ombra volare
Con la coda del mio occhio bagnato di pianto
Un sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potrebbe soffiare quest'anima attraverso il tetto della notte
Non c'è sensazione che si possa confrontare con questa
Animazione sospesa, uno stato d'estasi
Non riesco a distogliere il pensiero dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io
LEARING TO FLY
Into the distance, a ribbon of black
Stretched to the point of no turning back
A flight of fancy on a windswept field
Standing alone my senses reeled
A fatal attraction holding me fast, how
Can I escape this irresistible grasp?
Can't keep my eyes
from the circling sky
Tongue-tied and twisted
Just an earth-bound misfit, I
Ice is forming on the tips of my wings
Unheeded warnings,
I thought I thought of everything
No navigator to guide my way home
Unladened, empty and turned to stone
A soul in tension that's learning to fly
Condition grounded
but determined to try
Can't keep my eyes from the circling skies
Tongue-tied and twisted
just an earth-bound misfit, I
Above the planet on a wing and a prayer,
My grubby halo, a vapour trail in the empty air,
Across the clouds I see my shadow fly
Out of the corner of my watering eye
A dream unthreatened by the morning light
Could blow this soul right through the roof of the night
There's no sensation to compare with this
Suspended animation, A state of bliss
Can't keep my mind from the circling sky
Tongue-tied and twisted just an earth-bound misfit, I
giovedì 14 febbraio 2008
IO TI AMO
Stefano Benni
(Ballate)
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
(Ballate)
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
martedì 12 febbraio 2008
GLI INCONTRI DELLA VITA
Alex Zanotelli
(I poveri non ci lasceranno dormire)
E' una rete misteriosa, quella che lega le nostre vite, ed e' una delle cose che mi portano molto spesso a sentire il Mistero. E' incredibile vedere gli incontri che facciamo nella nostra vita, scoprire quanto sono importanti, capire che di sicuro c'e' qualcuno che tira i fili, anche se non comprendiamo mai il come e il quando.
(I poveri non ci lasceranno dormire)
E' una rete misteriosa, quella che lega le nostre vite, ed e' una delle cose che mi portano molto spesso a sentire il Mistero. E' incredibile vedere gli incontri che facciamo nella nostra vita, scoprire quanto sono importanti, capire che di sicuro c'e' qualcuno che tira i fili, anche se non comprendiamo mai il come e il quando.
domenica 10 febbraio 2008
HO VISTO COSE CHE VOI UMANI...
Monologo del replicante Roy Batty
(Blade Runner - di Ridley Scott)
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.
È tempo... di morire.
(Blade Runner - di Ridley Scott)
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.
È tempo... di morire.
sabato 12 gennaio 2008
SOLO UNA MANO D'ANGELO
Alda Merini
(La carne degli angeli)
Solo un mano d'angelo
intatta di sé, del suo amore per sé,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.
(La carne degli angeli)
Solo un mano d'angelo
intatta di sé, del suo amore per sé,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.
lunedì 31 dicembre 2007
UN GIORNO STRAORDINARIO
Gino Paoli
(King Kong Paoli)
Prendi questo giorno come fosse una canzone da cantare,
non da ascoltare.
Non lasciarlo chiuso, appeso ad un televisore
vedi tu se puoi pensare.
Prendilo per dire quel che non hai detto mai
prendilo per fare quel che non hai fatto mai.
Questo è un giorno straordinario
Come gli altri giorni che tu hai in dotazione.
Questo non si fa
Questo non si dice
Non ti serve più,
non ti fa felice
ma chi te lo ridà
questo giorno se
passa e se ne va senza di te.
Non star lì seduto a guardar fuori
Come fossi una finestra che non si apre
Parla con il cuore, canta tu per il tuo amore
Anche se non sai cantare
No, non ascoltare neanche il vecchio cantautore
È il momento buono per provare tu a pensare
Questo è un giorno straordinario come tutti gli altri giorni che vivrai domani
Quello che si fa
Quello che si dice
Lo sai solo tu
Se ti fa felice
Ma chi te lo ridà
Questo giorno se
Passa e se ne va senza di te.
(King Kong Paoli)
Prendi questo giorno come fosse una canzone da cantare,
non da ascoltare.
Non lasciarlo chiuso, appeso ad un televisore
vedi tu se puoi pensare.
Prendilo per dire quel che non hai detto mai
prendilo per fare quel che non hai fatto mai.
Questo è un giorno straordinario
Come gli altri giorni che tu hai in dotazione.
Questo non si fa
Questo non si dice
Non ti serve più,
non ti fa felice
ma chi te lo ridà
questo giorno se
passa e se ne va senza di te.
Non star lì seduto a guardar fuori
Come fossi una finestra che non si apre
Parla con il cuore, canta tu per il tuo amore
Anche se non sai cantare
No, non ascoltare neanche il vecchio cantautore
È il momento buono per provare tu a pensare
Questo è un giorno straordinario come tutti gli altri giorni che vivrai domani
Quello che si fa
Quello che si dice
Lo sai solo tu
Se ti fa felice
Ma chi te lo ridà
Questo giorno se
Passa e se ne va senza di te.
giovedì 13 dicembre 2007
INCANTEVOLE
Subsonica
(Terrestre)
Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere e
se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.
Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere e
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me.
Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.
Se destino ti farai
io sarò pronto
per tutto ciò che è stato
a non rimpiangere mai.
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me.
Fuori è un giorno fragile
fuori è un giorno fragile.
(Terrestre)
Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere e
se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.
Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere e
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me.
Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.
Se destino ti farai
io sarò pronto
per tutto ciò che è stato
a non rimpiangere mai.
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole,
come quando resti con me.
Fuori è un giorno fragile
fuori è un giorno fragile.
domenica 9 dicembre 2007
GEORGE GRAY
Edgar Lee Masters
(Antologia di Spoon River)
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
(Antologia di Spoon River)
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
VALORE
Erri De Luca
(Opera sull'acqua e altre poesie)
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
(Opera sull'acqua e altre poesie)
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
sabato 8 dicembre 2007
CAMMINANDO
Rubén Blades
(Canciones)
Camminando
si apprende la vita
camminando
si conoscono le persone
camminando
si sanano le ferite del giorno prima
Cammina
guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi
Cammina
cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso
(Canciones)
Camminando
si apprende la vita
camminando
si conoscono le persone
camminando
si sanano le ferite del giorno prima
Cammina
guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi
Cammina
cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso
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