sabato 5 aprile 2008

IL RACCONTO DEL MARE

Marco Mocchi

Molti pescatori sono soliti dire che i gabbiani conoscono dei racconti bellissimi. Uno di questi è il racconto del mare.

Quando il mare era piccolo, Dio gli parlava molto spesso. Lo teneva nella Sua mano e gli raccontava delle storie, parlando lentamente, in modo che il mare potesse ascoltare con attenzione.
Il mare, da parte sua, rimaneva incantato nel sentire i racconti di Dio, ed era sempre così attento, che respingeva senza fatica la tentazione di passeggiare per la Sua mano, così grande che, pur avendola visitata più volte, doveva scoprirne ancora moltissimi segreti.
Il mare pensava che alcune storie fossero davvero belle, e che le più belle di tutte fossero quelle che parlavano del cielo e delle stelle.
Quando Dio gli raccontava di loro, il mare rimaneva completamente immobile, non muoveva nemmeno un'onda, e ascoltava attento, aspettava la voce di Dio, da essa si faceva avvolgere e di lei vibrava, perché voleva sentire il cielo e le stelle dentro di sé.
Quando il mare fu abbastanza grande, Dio lo mise sulla Terra.
Il mare si trovò subito a suo agio, ma quando Dio gli chiese se andava tutto bene o se gli mancava qualcosa, il mare ebbe un tremito improvviso. Chiese a Dio se non era possibile avere il cielo e le stelle: si trovava molto bene con la Terra, certo, ma avrebbe preferito così.
Fu accontentato e la sua superficie poté subito riflettere, a migliaia, le piccole luci.
Il mare, da quel giorno, tutte le sere, sceglie una stella, sempre diversa, e le racconta una storia, una delle storie che aveva ascoltato quando era piccolo, con la stessa attenzione che Dio aveva avuto nel raccontarla a lui.

La sera, dicono i gabbiani, sulla spiaggia, se stai in silenzio e porgi l'orecchio con attenzione, puoi sentire il mare che parla alla stella e, nel risuonare delle onde, puoi distinguere la sua voce.

sabato 29 marzo 2008

LEARNING TO FLY

Pink Floyd
(A Momentary Lapse of Reason, 1987)


IMPARANDO A VOLARE

In lontananza, un nastro nero
Esteso fino al punto del non ritorno
Un volo di fantasia su di un campo spazzato dal vento
Mentre ero solo i miei sensi hanno vacillato
Un'attrazione fatale mi sta trattenendo con forza
Come posso sfuggire a questa irresistibile stretta?

Non riesco a distogliere i miei occhi
dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.

Senza ascoltare avvertimenti,
ho pensato io… io ho pensato a tutto
Non c'è nessun navigatore ad indicarmi la strada per casa
Alleggerito, vuoto e trasformato in pietra

Un'anima in tensione che sta imparando a volare
Legata alla terra dal proprio stato di natura
ma determinata nel tentare
Non riesco a distogliere lo sguardo dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io.

Al di sopra del mondo su un'ala e una preghiera
Il mio sporco alone, scia di vapore nell'aria vuota
Sopra le nuvole vedo la mia ombra volare
Con la coda del mio occhio bagnato di pianto
Un sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potrebbe soffiare quest'anima attraverso il tetto della notte

Non c'è sensazione che si possa confrontare con questa
Animazione sospesa, uno stato d'estasi
Non riesco a distogliere il pensiero dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato
Solo uno spiazzato essere terreno, io


LEARING TO FLY

Into the distance, a ribbon of black
Stretched to the point of no turning back
A flight of fancy on a windswept field
Standing alone my senses reeled
A fatal attraction holding me fast, how
Can I escape this irresistible grasp?

Can't keep my eyes
from the circling sky
Tongue-tied and twisted
Just an earth-bound misfit, I

Ice is forming on the tips of my wings
Unheeded warnings,
I thought I thought of everything
No navigator to guide my way home
Unladened, empty and turned to stone

A soul in tension that's learning to fly
Condition grounded
but determined to try
Can't keep my eyes from the circling skies
Tongue-tied and twisted
just an earth-bound misfit, I

Above the planet on a wing and a prayer,
My grubby halo, a vapour trail in the empty air,
Across the clouds I see my shadow fly
Out of the corner of my watering eye
A dream unthreatened by the morning light
Could blow this soul right through the roof of the night

There's no sensation to compare with this
Suspended animation, A state of bliss
Can't keep my mind from the circling sky
Tongue-tied and twisted just an earth-bound misfit, I

giovedì 14 febbraio 2008

IO TI AMO

Stefano Benni
(Ballate)

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un tuo solo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

martedì 12 febbraio 2008

GLI INCONTRI DELLA VITA

Alex Zanotelli
(I poveri non ci lasceranno dormire)

E' una rete misteriosa, quella che lega le nostre vite, ed e' una delle cose che mi portano molto spesso a sentire il Mistero. E' incredibile vedere gli incontri che facciamo nella nostra vita, scoprire quanto sono importanti, capire che di sicuro c'e' qualcuno che tira i fili, anche se non comprendiamo mai il come e il quando.

domenica 10 febbraio 2008

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI...

Monologo del replicante Roy Batty
(Blade Runner - di Ridley Scott)

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.
È tempo... di morire.

sabato 12 gennaio 2008

SOLO UNA MANO D'ANGELO

Alda Merini
(La carne degli angeli)

Solo un mano d'angelo
intatta di sé, del suo amore per sé,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.